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postfazione

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Due sono le ragioni per cui come presidente onorario del Centro Studi e Ricerche Idos ho accettato di buon grado di scrivere qualche riflessione a chiusura di questo volume dedicato alla normativa che regola la condizione giuridica dei cittadini stranieri

Una visione d’insieme necessaria per superare la destabilizzazione giuridica

 di Franco Pittau 


Due sono le ragioni per cui come presidente onorario del Centro Studi e Ricerche Idos ho accettato di buon grado di scrivere qualche riflessione a chiusura di questo volume dedicato alla normativa che regola la condizione giuridica dei cittadini stranieri in Italia. 

La prima ragione mi ha portato a tenere conto che l’autore è uno studioso che si è formato presso l’Università di Roma Tor Vergata. La funzione del docente è paragonabile a quella di uno che. con il suo lavoro di semina, stimola i giovani a impegnarsi nella loro personale formazione, preparandosi così anche essere i continuatori della ricerca con una sensibilità aperta alle nuove esigenze. Ter questo motivo Paolo Iafrate ha ritenuto doveroso impegnarsi nella redazione di questo volume., offrendo una visione d’insieme della normativa sugli immigrati, che per i giovani studiosi non è scontata e costituisce per loro una base indispensabile per condurre i loro approfondimenti. Quelli che si accostano per la prima volta al fenomeno migratorio trovano difficile pervenire, senza un aiuto, a uno sguardo unitario di questa complessa materia e sarebbe eccessivamente lungo e dispersivo iniziare coni approfondimenti su aspetti particolari con l’intenzione di pervenire a una sintesi al termine di questo lungo percorso. Si tratta di un cammino impegnativo, che possiamo definire di tipo induttivo, non da tutti praticabile, che potrebbe scoraggiare molti i giovani interessati, comunque, ad acquisire una familiarità di base con la normativa sull’immigrazione. 

Questo volume ha seguito un percorso inverso, di tipo deduttivo. La normativa sugli stranieri viene presentata nel suo insieme e in maniera abbastanza sintetica così che il lettore possa più agevolmente rendersi conto dei suoi i capisaldi, venire a conoscenza dei collegamenti che intercorrono, vederne in sintesi l’evoluzione, soffermarsi sui rimandi ritenuti più interessanti per poi passare, all’occorrenza. agli approfondimenti di aspetti particolari Per assolvere questa funzione introduttiva Paolo Iafrate ha pensato di aver voluto curare, più che un manuale vero e proprio, caratterizzato da trattazioni più lunghe dei singoli aspetti, con dovizia di note e di citazioni, un testo più snello. Queste pagine riflettono anche l’accortezza per cui la brevità dei testi non va a scapito del rigore scientifico e della chiarezza del significato. Una impostazione, insomma, che privilegia le esigenze di chi prenderà in mano il libro per avvicinarsi a una tematica così importante senza doverne essere dissuaso dalle difficoltà che altrimenti potrebbero incontrarsi: con il rischio di interrompere il cammino fin dalle prime fasi.

Paolo Iafrate è stato portato a ritagliarsi questo compito dal ruolo che ha svolto presso l’Università di Tor Vergata come professore integrativo nell’insegnamento di “Economia delle Migrazioni e delle Regolamentazioni, trattando la parte dedicata alla “Regolamentazione nazionale ed europea in materia di immigrazione. A questa esperienza si è affiancato il suo impegno nei corsi promossi dal Centro Ricerche Economiche e Giuridiche (CREG) e in quelli previsti all’interno del Master in  Economia Diritto e Intercultura delle Migrazioni (MEDIM) della stessa Università. Questi corsi non sono riservati a quanti studiano o hanno studiato diritto e sono aperti anche a chi si è formato in altre discipline o ha anche studiato diritto, ma senza aver dedicato un’attenzione particolare al fenomeno migratorio, per cui ora ritiene opportuno completare la sua formazione a questo riguardo. 

Mi pare che l’Autore sia riuscito a conseguire questo obiettivo. Penso che molti potranno trarre beneficio da questa sua introduzione alla normativa sugli stranieri in Italia, che semplifica, senza banalizzarlo, il percorso conoscitivo e consente un’agevole consultazione. Con riferimento ai destinatari di questa lettura, ho pensato che non c’è solo bisogno di specialisti della normativa sull’immigrazione ma anche di persone che abbiano una buona conoscenza dei termini della questione, specialmente tra la vasta schiera di operatori sociali e funzionari pubblici e anche tra i cittadini che, a titolo personale, vogliono saperne di più a proposito di questo fenomeno da considerare un vero e pro0prio segno dei tempi, andando oltre le sintesi affrettate e imprecise.

Ho acconsentito di buon grado a scrivere questa postfazione al volume in ragione della sensibilità sociale che riflette. Alla prima parte, prettamente giuridica e dedicata all’esposizione dei testi normativi, si aggiunge  quella più prettamente sociale, che parla di storia, di statistica, di problemi di convivenza sociale, di aspetti religiosi e manifesta una grande attenzione ai temi del welfare, del lavoro, della previdenza e la sicurezza sociale dei cittadini di paesi terzi. 

Grande è il disorientamento che si riscontra in Italia rispetto al fenomeno migratorio, anche se questo, fin dagli anni ’70, è andato assumendo dimensioni sempre più ampie per cui, dopo diversi decenni, non sarebbe esatto considerarlo un “fenomeno nuovo. Il tempo passato ci impone di riuscire a fare il punto sulla situazione attuale con serietà e concretezza e di prospettare in maniera realistica il futuro tenendo delle implicazion8i demografiche, economiche, occupazionali e socio-culturali che implica.

Il CNEL è istituzionalmente competente in materia tramite l’Organismo Nazionale di Coordinamento per le politiche di integrazione sociale dei lavoratori stranieri. Nel passato sono state organizzati presso la sede di Via Lubin e anche sul territorio numerosi incontri, così come numerose sono state le ricerche promosse, che hanno avuto una vasta eco. Mi limito a citare gli Indici di integrazione degli immigrati in Italia, un rapporto annuale condotto per 10 anni che è stato di supporto agli i Enti Locali per interpretare il significato delle statistiche e perfezionare j loro interventi in materia di integrazione.    

In conclusione, non posso che auspicare una buona diffusione a questa accurata introduzione alla normativa sugli immigrati e complimentarmi con Paolo Iafrate per l’impegno che ha profuso per realizzare questo sussidio.




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